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3 Aprile 2025 – Vangelo e commento di don Luigi Maria Epicoco

///Vangelo e commento di Don Luigi Maria Epicoco///

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 5,31-47

In quel tempo, Gesù disse ai Giudei:
«Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera.
Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce.
Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato.
E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato.
Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita.
Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio?
Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».

Parola del Signore.

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Commento al Vangelo Gv 5,31-47

È molto bello, nel Vangelo di oggi, il paragone che Gesù usa per descrivere Giovanni Battista:

Egli era una lampada che arde e risplende, e voi avete voluto solo per un momento rallegrarvi alla sua luce”.

Dire di qualcuno che è luce significa dire che dove c’è quella persona il buio non vince. Giovanni, in effetti, è stato un uomo che ha cercato di aiutare la gente che incontrava a far luce, a far verità sulla loro vita. Ma Giovanni era solo un frammento di quel sole che invece è il Cristo:

Io però – dice Gesù – ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato”.

Tante volte nella vita incontriamo delle persone come Giovanni, persone che nel loro piccolo portano un po’ di luce e calore nella nostra vita. Queste persone però sono solo segno di una luce più grande e di un amore più grande che Dio ha nei nostri confronti.

Un amore così concreto che si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi.  Non a caso nella festa del Natale, ad esempio, cerchiamo di ricordare che Dio ci ama in maniera concretissima, e che questo amore possiamo guardarlo faccia a faccia. E Nella Pasqua ci ricordiamo che quell’amore concretissimo ha dato la vita per ciascuno di noi.

È Gesù il nome di questo amore concreto di Dio. E ogni persona che ci vuole bene è solo segno di Lui. 

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Santo del giorno: San Sisto I – Papa